TRATTAMENTO OMAGGIO | ORARIO CORSI
Corso di psicomotricitā
"Un pulcino diventa adulto in poche settimane,
un gatto in qualche mese, una persona in 13 anni.
Durante l'infanzia siamo in quello stato che gli orientali
definiscono Zen: la conoscenza della realtà che ci
circonda avviene istintivamente mediante
quella attività che gli adulti chiamano GIOCO"
Bruno Munari
Cos'č la psicomotricitā
La psicomotricità è una disciplina nata nell’ambito neuropsichiatrico, anzi più
precisamente in quello sociosanitario, come risposta a tutti quegli interrogativi e a quelle problematiche che la
medicina non riusciva a spiegare in termini medici, in quanto non necessariamente aventi un’origine organica.
Questa disciplina prende in
considerazione l’uomo nella sua globalità, nel suo rapporto con se stesso
e con l’ambiente e affida un ruolo preminente al corpo. Quest’ultimo è inteso come soggetto di azione
e relazione con il mondo, per questo è importante favorire la sua espressione canalizzando in modo consapevole e mirato
le risorse e gli stimoli spontanei dell’individuo nel corso del suo sviluppo evolutivo. L’intervento
psicomotorio si presenta come un mezzo per favorire e migliorare le risorse dell’individuo, le sue potenzialità
e per creare un’armonia e una presa di consapevolezza sia delle capacità che dei limiti di ciascun soggetto.
La sua applicazione in ambito terapeutico può
avvenire a livello sia individuale che di gruppo e in caso di
patologie sia conclamate che non. In ambedue i casi la presa in carico psicomotoria mira a mobilizzare ogni
possibile risorsa della persona e del suo contesto, al fine di intervenire sul sintomo a partire dalle complicazioni che
inevitabilmente accompagnano un disagio o un deficit nel rapporto con l’individuo, gli oggetti e gli altri.
Ad ogni modo l’intervento psicomotorio va interpretato secondo il parametro della qualità, del benessere
e del miglioramento conseguito globalmente dall’individuo, dove il movimento agevola anche la comunicazione e la
relazione con l’ambiente che lo circonda e ha come obiettivo principale, quello di permettere
l’integrazione armonica degli aspetti motori, funzionali, relazionali e cognitivi.
La psicomotricità è una pratica educativa che consente al bambino di esprimersi in modo globale spontaneo,
rispondendo così ai suoi bisogni più profondi; in essa gioco motorio, vita immaginativa ed espressività
convivono e si arricchiscono reciprocamente. Proprio il corpo ed il gioco sono gli strumenti privilegiati per aiutare
il bambino a vivere e sperimentare concretamente le sue azioni, le relazioni con gli altri e le differenti modalità
comunicative. L’intervento psicomotorio ha degli obiettivi generali che partono da un’osservazione globale del
bambino ma che vengono poi selezionati e modificati in base all’età, alla situazione cognitiva e alle
necessità emergenti di quel particolare soggetto. Attraverso la pratica psicomotoria si vuole proporre
un percorso evolutivo che, partendo dal piacere di giocare con il corpo in movimento, aiuti il bambino a rielaborare
le proprie esperienze emotive ed affettive, a maturare a livello cognitivo e a sviluppare in modo armonico la propria
personalità, cominciando dalla costruzione attiva di un’identità corporea solida e positiva, base
imprescindibile per ogni ulteriore evoluzione. La seduta di psicomotricità offre un tempo e uno spazio privilegiati nei quali il
bambino può esprimersi in modo globale e spontaneo attraverso diversi tipi di linguaggio (gestuale, grafico, sonoro, verbale…).
Lo psicomotricista accoglie e interpreta l’espressività globale del bambino, accompagnandolo nel percorso evolutivo, aiutandolo a
sviluppare il gioco, dando all’azione direzione, senso e contenimento.
A CHI E’ RIVOLTA.
La terapia psicomotoria può essere applicata sia a livello individuale che di gruppo. Nel primo caso l’intervento
viene detto “TERAPEUTICO” ed è specifico per quelle situazioni patologiche conclamate che possono essere:
problematiche relazionali (difficoltà di separazione, crisi di abbandono, infantilismo e dipendenza dai genitori, problemi
di socialità); problematiche sul versante psicomotorio (disprassie, debilità motorie, tic, balbuzie, ritardo
psicomotorio e disturbi grafo-motori); manifestazioni comportamentali problematiche (crisi di rabbia, ansia, aggressività,
inibizione, instabilità, disturbi dell’attenzione e fragilità emozionale); altre problematiche
(enuresi, encopresi, disturbi del sonno, angoscia di morte, difficoltà scolastiche e di apprendimento).
Nel secondo caso invece l’intervento viene detto “PREVENTIVO-EDUCATIVO”, si realizza in gruppo ed ha
l’obiettivo di prevenire o evidenziare eventuali problematiche latenti o a rischio e di favorire, attraverso il gruppo,
lo sviluppo del bambino nella sua totalità e interdipendenza fra agire, comunicare, pensare, sentire e percepire.
Obiettivo della terapia psicomotoria è quello di instaurare o restaurare la comunicazione e l’identità
del bambino favorendo così un maggiore benessere. La terapia psicomotoria prende l’avvio da ciò che il
bambino è, dalle sue limitate possibilità di comunicare e di affermarsi; il movimento, liberato in un contesto
spaziale e relazionale rassicurante, permette al bambino di appropriarsi di una dimensione di piacere che favorisce
l’integrazione di un’immagine positiva di sé e lo aiuta ad aprirsi alla comunicazione con il mondo esterno.
Il vissuto del piacere senso-motorio, via principale di cambiamento, permette di entrare in contatto con le strutture più
arcaiche della personalità, attraverso un dialogo tonico-corporeo tra bambino e psicomotricista. Aiutando
il bambino ad elaborare il proprio mondo emozionale e a crescere lungo il suo percorso, è possibile restaurare
il processo di evoluzione che consente lo sviluppo del pensiero simbolico, l’affermazione di sé e
l’accettazione e condivisione delle regole sociali. Nella stanza dello psicomotricista il bambino può manifestarsi
liberamente: è il tempo e il luogo privilegiato della sua esplosione fantasmatica accettata e compresa,
comunicata attraverso tutti i registri verbali e non.
L’EDUCAZIONE PSICOMOTORIA.
Per tutti i bambini da 1 a 8 anni, la psicomotricità rappresenta l’occasione di crescere serenamente attraverso un percorso educativo, sperimentando nuovi giochi, stimolando la fantasia e la voglia di creare, in compagnia di altri coetanei, in uno spazio pensato appositamente per loro. Infatti, gli spazi, i tempi e i materiali della sala di psicomotricità sono concepiti al fine di permettere, in un clima di massima sicurezza e di piacere, la piena manifestazione dell’espressività motoria del bambino e la sua naturale evoluzione. Nella scelta dei materiali sono volutamente privilegiati oggetti destrutturati (cuscini di gommapiuma, materassi, teli, corde…) che si prestano ad un uso vario e creativo. In una situazione protetta, qual è una seduta di psicomotricità, il bambino può esprimersi liberamente, vivere il piacere senso-motorio, giocare in maniera positiva, progettare, creare, sperimentare, costruire, entrare in relazione con gli altri bambini e con gli adulti. E’ nell’attività condivisa e nella comunicazione che si interiorizzano le regole sociali, nell’incontro e nel rispetto dei bisogni dell’altro. La seduta di psicomotricità ha la durata di circa un ora ed ha inizio con l’accoglienza dei bambini nella stanza. E’ questo il momento dedicato al saluto, al racconto di sé, all’ascolto dell’altro e allo stabilimento delle regole che accompagneranno il gioco. Nella sala di psicomotricità vengono allestiti diversi spazi che consentono di vivere esperienze di gioco diverse: lo spazio del gioco senso-motorio, lo spazio del gioco tonico-fusionale, lo spazio del gioco simbolico e lo spazio della rappresentazione.
GLI SPAZI DEL GIOCO.
Analizziamo ora più da vicino gli spazi di una seduta di psicomotricità.
Lo spazio del gioco senso-motorio. E’ predisposto per consentire al bambino di esprimersi in azioni globali come arrampicarsi, salire, tuffarsi, scivolare, cadere, scalare… e tutte quelle attività che comportano sollecitazioni sensoriali forti di equilibrio e disequilibrio e l’uso emozionante di tutte le possibilità dinamiche che la maturazione funzionale mette a disposizione del bambino. Queste attività, svolte in un clima sereno di sicurezza materiale ed affettiva di gioco e di piacere, garantito dallo psicomotricista, favoriranno l’integrazione di un’identità corporea positiva, base della coscienza di sé.
Lo spazio tonico-fusionale. E’ uno spazio morbido e tranquillo in cui riposarsi o fare, con l’aiuto dell’adulto e del materiale, giochi rilassanti di dondolio, disequilibrio, cullamento, rotolamento in un ritmo lento, dolce e ondulare.
Lo spazio del gioco simbolico. E’ attrezzato volutamente con materiale poco strutturato, prestandosi così a molteplici utilizzi, per permettere al bambino di mettere in moto liberamente le sue nascenti competenze simboliche e la sua creatività. Vengono messi a disposizione infatti: grandi cuscini di gommapiuma che possono essere assemblati per costruire case, strade, torri, castelli, gallerie tane…; grandi tessuti colorati da utilizzare come tende o tetti per le costruzioni, o ancora fungere da mezzi di trasporto; tessuti più piccoli e foulards per travestirsi.
Lo spazio della rappresentazione. Rappresenta l’ultima parte della seduta e si propone di lasciare i giochi corporei e di rielaborare l’esperienza appena vissuta a livello rappresentativo, usando liberamente carta, pennarelli, tempere, colori, forbici, pasta da modellare e legnetti per le costruzioni.
LA TERAPIA PSICOMOTORIA.
In presenza di particolari manifestazioni di disagio o di difficoltà dell’età evolutiva, indici di problematiche legate allo sviluppo affettivo-relazionale, motorio o del comportamento, può essere di valido sostegno per il bambino l’inserimento in un progetto di terapia psicomotoria. Questa rappresenta un’efficace forma di sostegno globale alla personalità del bambino in difficoltà, un accogliente luogo di espressione, di ascolto e di valorizzazione delle potenzialità evolutive del bambino, un luogo protetto in cui coltivare le risorse necessarie a superare le sue difficoltà. Attraverso il piacere senso-motorio, via principale di cambiamento, e la relazione principale con lo psicomotricista il bambino può sentirsi accettato nelle sue manifestazioni corporee e fantasmatiche, può giocare la sua originalità e la sua individualità. Il progetto di terapia psicomotoria si propone di favorire il benessere del bambino, base fondamentale per un maggiore adattamento delle regole sociali, una maggiore disponibilità all’interazione e alla relazione e una maggiore capacità di apprendimento.
CHI E’ LO PSICOMOTRICISTA.
Lo psicomotricista è un professionista che si è formato mediante un percorso di tre anni universitari oltre che alla frequentazione di corsi, convegni e stage specifici per il suo profilo. Nella sua attività si propone di: favorire lo sviluppo psico-fisico dell’individuo in età evolutiva; aiutare l’individuo a superare le diverse difficoltà che possono accompagnarlo nella vita; intervenire specificamente in situazioni di patologia conclamata, mobilizzando ogni possibile risorsa della persona e del suo contesto. In maniera più specifica durante la terapia psicomotoria lo psicomotricista: si pone in ascolto del bambino tramite l’empatia tonica, diventando per lui partner simbolico e legge rassicurante; accompagna il bambino nel suo percorso di maturazione verso una dinamica espressiva simbolica, sostenendo le sue produzioni, favorendo la nascita di giochi e storie e condividendo con lui il piacere di agire, di comunicare, di trasformare e di trasformarsi; diventa il partner simbolico che, cogliendo empaticamente ciò che il bambino dice di sé nel gioco, aiuta e facilita il superamento dei blocchi (ansie, paure, traumi…) che gli impediscono un processo lineare di maturazione.
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